Da oggi, 1° luglio 2026, entrerà in applicazione il nuovo regime dell’Unione europea sulle importazioni di acciaio, destinato a sostituire le precedenti misure di salvaguardia scadute il 30 giugno 2026. La nuova disciplina nasce con l’obiettivo di contrastare gli effetti della sovraccapacità produttiva globale sul mercato siderurgico europeo, garantendo al tempo stesso continuità nella protezione del comparto e maggiore prevedibilità per gli operatori economici. Il Regolamento introduce un sistema rivisto di contingenti tariffari, con una significativa riduzione dei volumi importabili in esenzione da dazio e un incremento dell’aliquota applicabile alle importazioni eccedenti quota.
Con la Circolare n. 17/2026, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha fornito le istruzioni operative sulle nuove modalità dichiarative applicabili alle importazioni di merci di modesto valore vendute a distanza, a seguito dell’introduzione del dazio doganale temporaneo forfettario di 3 euro.
La Commissione europea ha pubblicato una guida operativa sull’applicazione del nuovo dazio doganale temporaneo di 3 euro, previsto per le importazioni di spedizioni di basso valore. La nuova disciplina si applicherà dal 1° luglio 2026 e resterà in vigore, salvo modifiche, fino al 1° luglio 2028.
In data 1° giugno 2026, la Casa Bianca ha pubblicato una nuova Proclamation volta a modificare i regimi tariffari applicabili alle importazioni negli Stati Uniti di prodotti in alluminio, acciaio e rame, nonché di determinati prodotti derivati. Il provvedimento si inserisce nel quadro delle misure adottate ai sensi della Section 232, strumento utilizzato dall’Amministrazione statunitense per introdurre restrizioni o dazi supplementari nei casi in cui determinate importazioni siano considerate rilevanti per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.
La United States Court of International Trade (CIT) ha dichiarato illegittima la sovrattassa doganale del 10% introdotta dagli Stati Uniti ai sensi della Section 122 del Trade Act of 1974, disponendo il rimborso dei dazi versati dagli importatori ricorrenti.
La misura, applicabile dal 24 febbraio 2026 per un periodo massimo di 150 giorni, era stata adottata dall’Amministrazione Trump per fronteggiare presunti squilibri nei pagamenti internazionali. Secondo la Corte, tuttavia, l’Amministrazione avrebbe ecceduto i limiti della delega concessa dal Congresso, utilizzando la Section 122 in assenza dei presupposti richiesti dalla norma.
In data 2 aprile 2026, il Presidente degli Stati Uniti Donald J. Trump ha firmato un nuovo Proclama con cui viene ulteriormente rafforzato il regime dei dazi aggiuntivi applicati ai sensi della Section 232 su articoli in alluminio, acciaio, rame e relativi derivati. Le nuove disposizioni si applicano alle merci immesse in consumo o prelevate dal magazzino per il consumo a decorrere dalle ore 00:01 del 6 aprile 2026.
In data 2 aprile 2026, l’Amministrazione Trump ha sottoscritto un nuovo proclama presidenziale con cui ha introdotto un nuovo regime tariffario sulle importazioni di farmaci brevettati e dei relativi ingredienti farmaceutici, che entrerà ufficialmente in vigore dal 31 luglio.
In data 12 marzo 2026, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha annunciato un provvedimento legislativo, che interverrà sulla legge di bilancio 2026 per modificare tre disposizioni di rilievo operativo per imprese e operatori economici.
Nel giro di pochi giorni, la Commissione europea ha aperto due dossier che confermano la crescente centralità degli strumenti di difesa commerciale nella politica industriale dell’Unione.
La Corte Suprema statunitense sancisce l’illegittimità dei dazi reciproci
Il 20 febbraio 2026 la Corte Suprema statunitense si è pronunciata in merito alla legittimità dei dazi all’importazione introdotti dal Presidente Donald Trump sulla base dell’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA), stabilendo che i dazi introdotti nell’arco del 2025 sono a tutti gli effetti illegittimi.
Tra il 6 e il 7 febbraio 2026 l’Amministrazione USA interviene su due fronti con una logica speculare: irrigidisce la pressione economica verso l’Iran introducendo un nuovo schema di dazi ad valorem, mentre allenta la stretta sull’India nel quadro del nuovo dialogo commerciale bilaterale.
Negli ultimi mesi l’Unione europea ha accelerato sull’uso degli strumenti di difesa commerciale per contrastare importazioni ritenute immesse sul mercato UE a prezzi “di dumping”. In questo quadro rientrano due provvedimenti che stanno facendo molto discutere perché colpiscono prodotti di uso diffuso: le candele e la ceramica da tavola e da cucina.
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