Il codice doganale, anche conosciuto come codice TARIC, risulta di fondamentale importanza per ogni azienda che intrattiene rapporti commerciali internazionali. La sua analisi non dev'essere sottovalutata in quanto molteplici errori possono causare sanzioni di natura penale. Lo Studio, mediante consulenti specializzati, effettua classificazioni doganali di qualunque settore merceologico (farmaceutico, meccanico, tessile, alimentare, ecc...).
Ci sono prodotti che “a colpo d’occhio” sembrano una cosa, ma in dogana sono tutt’altro. E spesso l’errore nasce proprio lì: dall’apparenza. Prendiamo un caso molto concreto, tipico delle strutture metalliche per uso esterno, che vengono ancora troppo spesso classificate in modo superficiale.
Con l’arrivo del periodo natalizio, per molte aziende torna un interrogativo ricorrente: come si classifica doganalmente un cesto regalo? Dal punto di vista commerciale si tratta di un unico articolo, con un proprio codice interno, un prezzo e una descrizione unitaria. In ambito doganale, invece, questa unità si spezza: la confezione non è considerata una sola merce, ma una somma di prodotti distinti, ciascuno con il proprio codice NC, la propria quantità, il proprio valore e la propria origine.
Nel quadro della progressiva attuazione del CBAM, la corretta classificazione doganale è diventata un fattore determinante per stabilire se un prodotto rientri o meno nel campo di applicazione del meccanismo. Il caso dei tubi di ferro o acciaio lo dimostra chiaramente: i tubi classificati nel Capitolo 73 (voci 7304, 7305, 7306) sono oggi CBAM-rilevanti, con obbligo di rendicontazione delle emissioni incorporate, organizzazione di flussi informativi con i fornitori extra-UE e, a regime, acquisto di certificati CBAM. Il “classico” tubo metallico rigido è quindi, allo stato attuale, soggetto al meccanismo.
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