A seguito del provvedimento entrato in vigore nei giorni scorsi, inerente ai dazi aggiuntivi statunitensi, dal prossimo 10 Aprile il governo cinese ha annunciato l'entrata in vigore di "contro-dazi" al 34% su beni di origine USA, importati nella Repubblica Popolare Cinese.
Nella giornata di ieri, ore 22 italiane, il Presidente Trump ha annunciato l’entrata in vigore di nuovi dazi doganali supplementari, definiti “reciproci”. I nuovi dazi doganali si affiancano ai precedenti provvedimenti, già introdotti nelle scorse settimane, e ai dazi del 25% relativi al settore automotive, in vigore dal 2 aprile, già trattati in questo articolo.
Con effetto dal 2 aprile 2025, l’amministrazione statunitense ha ufficializzato l’entrata in vigore di un nuovo pacchetto di dazi antidumping. Il nuovo provvedimento prevede l’introduzione di dazi supplementari pari al 25% su beni del settore automotive (automobili e parti di automobili) negli Stati Uniti.
In risposta ai nuovi dazi del 25% su alluminio e acciaio voluti dalla neoeletta amministrazione Trump, la Commissione Europea ha annunciato una serie di contromisure per tutelare aziende, lavoratori e consumatori dell'UE dalle recenti restrizioni commerciali, imposte dagli Stati Uniti e in vigore 12 Marzo.
La Presidenza degli Stati Uniti d’America conferma quanto riportato negli annunci presidenziali n.10895 e 10896, emanati il 10 febbraio 2025.
Pertanto, a partire dalla mezzanotte della giornata odierna 12 Marzo 2025 (fuso orario della East Coast), le nuove misure tariffarie imposte dalla Casa Bianca troveranno applicazione per i prodotti coinvolti.
Il 4 marzo 2025 sono entrate in vigore nuove misure tariffarie imposte dagli Stati Uniti su prodotti provenienti da Cina, Canada e Messico. Il Presidente Donald Trump ha annunciato l'aumento delle tariffe sulle importazioni cinesi dal 10% al 20%, giustificando la decisione con l'insufficiente impegno di Pechino nel contrastare il traffico di Fentanyl verso gli Stati Uniti.
Tramite il regolamento di esecuzione (EU) 2025/261 del 10 febbraio 2025, la Commissione europea ha imposto nuovi dazi anti-dumping che andranno ad interessare le importazioni di biodiesel di origine cinese.
A seguito dei provvedimenti, da parte del presidente americano Donald Trump, relativi ai dazi supplementari all’importazione mirati a Cina, Messico e Canada, con l’emanazione di uno degli ultimi ordini esecutivi, l’ufficio stampa della Casa Bianca comunica che a partire dal 12 Marzo entreranno in vigore ulteriori dazi supplementari pari al 25%. Pertanto tali dazi troveranno applicazione su tutte le importazioni di alluminio e acciaio, senza eccezioni legate all’origine della merce.
Lo scorso 4° febbraio sono ufficialmente entrate in vigore le nuove restrizioni daziarie imposte dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump nei confronti delle merci di origine cinese. Da tale data, oltre ai dazi supplementari cui le merci cinesi erano già soggette, variabili fra il 10% e il 25%, è stato implementato un ulteriore dazio per merci di origine cinese del 10% che colpirà i prodotti importati negli gli Stati Uniti.
In data 22 Aprile 2024 è stato pubblicato dal Ministero dell’Economia in Gazzetta Ufficiale (DOF) un Decreto che interviene sulla tariffa doganale in vigore in Messico e rettifica il precedente provvedimento pubblicato il 15 Agosto 2023. Il Decreto fornisce importanti aggiornamenti in materia di oneri doganali e avrà effetto per un periodo di due anni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
In data 16 maggio 2024 la Commissione Europea, tramite la diffusione dell’avviso C/2024/3112 ha reso noto circa l’apertura di un procedimento antidumping relativo alle importazioni di prodotti laminati piatti, di ferro o di acciai non legati, stagnati («latta») originari della Repubblica popolare cinese.
La Cassazione civile si è pronunciata, tramite sentenza numero 4888 del 16 febbraio 2023, in tema di esenzione dai dazi antidumping.
La fattispecie esaminata dalla Corte aveva ad oggetto l’impugnazione dell'avviso di accertamento e rettifica doganale con il quale l’Agenzia delle Dogane (ADM) recuperava, sia nei confronti di un’azienda importatrice italiana, che nei confronti del dichiarante doganale (rappresentanza indiretta), il dazio antidumping non corrisposto al momento dell'importazione di merce di origine cinese.
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