Con il Decreto legislativo 30 dicembre 2025, n. 211, pubblicato in attuazione della Direttiva (UE) 2024/1226, l’ordinamento italiano compie un passo rilevante verso l’armonizzazione delle sanzioni penali in materia di violazione delle misure restrittive adottate dall’Unione Europea.
Il provvedimento si inserisce nel più ampio processo di rafforzamento dell’efficacia delle sanzioni UE, in particolare quelle adottate in ambito di politica estera e di sicurezza comune, rispondendo all’esigenza, più volte evidenziata a livello europeo, di superare l’attuale frammentazione dei regimi sanzionatori nazionali, che ha finora inciso negativamente sulla loro effettiva deterrenza. Si ricorda come, nel quadro normativo antecedente all’entrata in vigore del D. Lgs. n. 211/2025, un riferimento di rilievo era rappresentato dal D.Lgs. n. 221/2017, adottato per disciplinare il controllo delle esportazioni e dei beni a duplice uso, il cui ambito applicativo era stato esteso anche ad alcune ipotesi di violazione delle misure restrittive europee.
Di seguito si riportano le principali disposizioni, che saranno introdotte a partire dal 24 gennaio 2026:
La stessa sanzione viene applicata anche in casistiche di elusione delle misure restrittive.
Nel caso in cui gli elementi oggetto di sanzione dovessero avere un valore inferiore a 10.000 euro, sarebbe applicata una sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da euro 15.000 a euro 90.000. Tuttavia, viene specificato che, se l’attività di movimentazione di beni avesse ad oggetto prodotti inclusi a duplice uso (Dual Use), tale agevolazione non troverebbe applicazione.
Per i prodotti a duplice uso, l’articolo 275-quinquies specifica che se il fatto è commesso per colpa grave, si applica la pena della reclusione da sei mesi a tre anni e della multa da euro 15.000 a euro 90.000.
È consigliabile la visione integrale del Decreto per una comprensione completa delle sanzioni introdotte.
Alla luce delle rilevanti novità introdotte, il D.lgs. n. 211/2025 rende evidente la necessità, per imprese e operatori economici coinvolti in operazioni transfrontaliere, di approfondire in modo sistematico il nuovo assetto normativo e di adottare adeguate misure di tutela, sia sotto il profilo organizzativo sia in termini di presidi di compliance. L’innalzamento del rischio sanzionatorio, anche in ambito penale, impone infatti una verifica attenta dei processi aziendali, delle controparti e delle operazioni poste in essere, al fine di prevenire violazioni delle misure restrittive dell’Unione europea e le connesse responsabilità.
Lo Studio rimane a disposizione per approfondimenti in materia.
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