A seguito dell’approvazione in sede di Consiglio dell’Unione Europea avvenuta il 12 Aprile 2024, è stata ufficialmente pubblicata in Gazzetta Ufficiale UE, in data 24 Aprile, la Direttiva 2024/1226 relativa alla definizione dei reati e delle sanzioni per la violazione delle misure restrittive dell’Unione.
La Direttiva si pone l’obiettivo di istituire standard minimi comuni riguardanti le definizioni dei reati legati alla violazione delle restrizioni imposte dall'Unione Europea. Secondo il Consiglio, infatti, per assicurare il rispetto di tali restrizioni è essenziale che gli Stati membri predispongano sanzioni penali ed amministrative efficaci, con un livello di deterrenza sufficiente, e tali da potersi applicare in caso di violazione delle suddette.
Inoltre, all’interno del documento vengono fornite ai singoli Paesi istruzioni specifiche in materia di sanzioni, applicabili per ogni singolo illecito, facendo riferimento non solo alle persone fisiche ma anche giuridiche, oltre ad aprire la possibilità di collaborazione tra Paesi membri, la Commissione, Europol, Eurojust e la Procura europea in indagini su reati che coinvolgono più Paesi.
Si riportano alcune delle principali violazioni inquadrate all’interno della Direttiva:
Facendo riferimento alle persone giuridiche, vengono stabilite le sanzioni per la violazione di quanto citato nelle tre casistiche sopra menzionate dell’Articolo 3 (lettere a, b, e):
Per quanto attiene alle persone fisiche vengono invece predisposte delle sanzioni fino ad un massimo di 5 anni di reclusione, quando coinvolgono fondi o risorse economiche di un valore pari ad almeno Euro 100.000 alla data in cui è stato commesso il reato.
Oltre a ciò sono state incluse alcune fattispecie di elusione con il fine di regolamentare casistiche di aggiramento dei divieti predisposti dalla normativa. (Art.3 p.1 lett. h).
Da ultimo si segnala come la Direttiva stabilisca che tali comportamenti non costituiscano reato in caso di fondi o risorse economiche di valore inferiore ad Euro 10.000 e per beni, servizi, operazioni o attività di valore inferiore ad Euro 10.000.
In seguito alla pubblicazione in gazzetta ufficiale della Direttiva del 24 Aprile, i Paesi membri UE avranno a disposizione un periodo massimo di un anno per poter attuare la Direttiva, con scadenza entro e non oltre la data del 20 maggio 2025.
Per maggiori informazioni si rimanda la lettura del documento integrale.
Lo Studio rimane a disposizione per approfondimenti in materia.
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