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E-BIKE: SPEDIZIONI SCAGLIONATE E CLASSIFICAZIONE COME BICICLETTE COMPLETE

13 Ottobre 2026

Con sentenza del 7 ottobre 2026, il Tribunale dell’Unione europea si è pronunciato sull’applicazione della regola generale 2, lettera a), della Nomenclatura combinata ai componenti di biciclette elettriche importati mediante spedizioni distinte e scaglionate nel tempo.

La controversia riguardava l’importazione nell’Unione di telai, forcelle, motori e altri componenti acquistati da fornitori cinesi e dichiarati come parti e accessori di biciclette elettriche alla voce 8714. Secondo l’amministrazione doganale belga, tali componenti, considerati congiuntamente, consentivano invece di assemblare biciclette elettriche complete, rientranti nella sottovoce 8711 60 10, soggetta a dazi antidumping e compensativi. Gli importi contestati superavano 2,9 milioni di euro.

Il Tribunale ha chiarito che la presentazione delle merci con dichiarazioni separate e in momenti diversi non esclude, di per sé, l’applicazione della regola generale 2, lettera a). Se da elementi oggettivi risulta che i componenti costituiscono un insieme e comprendono tutti gli elementi essenziali del prodotto completo, essi possono essere classificati come oggetto smontato o non montato.

Nel caso esaminato, rilevano elementi quali il medesimo destinatario, lo stesso ufficio doganale, i riferimenti comuni nelle fatture, la corrispondenza tra componenti e numero di biciclette complete e la proprietà delle merci al momento dell’immissione in libera pratica.

La decisione conferma che la classificazione doganale non può essere costruita sulla sola modalità di spedizione o sulla frammentazione delle dichiarazioni. Quando i componenti formano oggettivamente un prodotto completo, la dogana può riqualificare l’operazione ai fini tariffari.

Per le imprese che importano componenti, kit o merci destinate all’assemblaggio, è quindi opportuno verificare preventivamente:

  • se i componenti costituiscono tutti gli elementi essenziali del prodotto finito;
  • se spedizioni, ordini, fatture o flussi logistici risultano collegati;
  • se la classificazione come “parti” o “accessori” è effettivamente sostenibile;
  • se l’operazione può incidere sull’applicazione di dazi antidumping, compensativi o altre misure commerciali.

La sentenza assume rilievo non solo per il settore delle e-bike, ma per tutte le operazioni in cui merci importate separatamente sono destinate a formare un unico prodotto completo.

Lo Studio rimane a disposizione per supportare le imprese nella verifica della classificazione doganale di componenti, kit e merci smontate o non montate.

Giovanni Cavallini
Partner & Senior Advisor
Specializzato in Internazionalizzazione d’impresa, Consulente di associazioni e Unioncamere Lombardia. Relatore in seminari su Classificazione doganale, Tecnica e legislazione doganale, Trasporti, Origine della merce, IVA intracomunitaria ed extracomunitaria.
 
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