La Commissione europea ha aggiornato la comunicazione relativa all’applicazione della Convenzione regionale sulle norme di origine preferenziale paneuromediterranee, con particolare riferimento alle possibilità di cumulo diagonale tra le parti contraenti. Il documento sostituisce la precedente comunicazione pubblicata il 13 novembre 2025 e contiene le tabelle aggiornate che individuano, per ciascuna coppia di Paesi, l’esistenza di accordi di libero scambio contenenti norme di origine idonee a consentire il cumulo.
Si tratta di un aggiornamento rilevante per le imprese che esportano o importano nell’area PEM, in quanto il corretto utilizzo del cumulo può incidere direttamente sulla possibilità di ottenere o mantenere l’origine preferenziale delle merci.
Quando è possibile applicare il cumulo diagonale
Il cumulo diagonale consente, in presenza di determinate condizioni, di considerare come originari anche materiali provenienti da un altro Paese della zona paneuromediterranea, ai fini dell’acquisizione dell’origine preferenziale del prodotto finale.
Bisogna tenere ben saldo il principio per cui, il cumulo diagonale può essere applicato solo se il Paese di ultima lavorazione e il Paese di destinazione hanno concluso accordi di libero scambio con tutti i Paesi che partecipano all’acquisizione del carattere originario.
In assenza di tale rete di accordi, i materiali provenienti da una Parte contraente non collegata da accordo con il Paese di produzione finale o con il Paese di destinazione devono essere trattati come materiali non originari.
Per le imprese, quindi, non è sufficiente verificare l’origine del singolo materiale: occorre controllare l’intera catena degli accordi applicabili tra tutti i Paesi coinvolti.
Le tabelle della Commissione
La comunicazione contiene due tabelle operative:
Certificati elettronici EUR.1 ed EUR-MED
La comunicazione contiene inoltre un allegato relativo all’emissione elettronica dei certificati di circolazione EUR.1 ed EUR-MED.
Tra i Paesi indicati figurano Norvegia, Turchia, Marocco, Israele e Svizzera, ciascuno con il relativo sistema elettronico e la data di avvio. Si tratta di un ulteriore segnale del progressivo processo di digitalizzazione delle prove di origine nell’area paneuromediterranea.
Per le imprese, ciò comporta la necessità di prestare attenzione anche alle modalità di verifica dell’autenticità dei certificati e alla corretta conservazione della documentazione a supporto dell’origine dichiarata.
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