Con il Regolamento (UE) 2026/2108, l’Unione europea ha avviato una revisione strutturale del quadro doganale unionale. Il nuovo regolamento istituisce il Codice Doganale dell’Unione e la nuova Autorità Doganale dell’Unione europea, prevedendo l’abrogazione del Regolamento (UE) n. 952/2013.
La riforma interviene su tre profili centrali: digitalizzazione dei processi doganali, gestione del rischio a livello unionale e rafforzamento dei controlli sulle operazioni di e-commerce. L’obiettivo è superare l’attuale frammentazione dei sistemi nazionali e introdurre un modello maggiormente fondato sulla disponibilità preventiva dei dati relativi alle merci, agli operatori e alla catena di approvvigionamento.
Tra gli aspetti più rilevanti del nuovo impianto doganale unionale si segnalano:
- EU Customs Data Hub
La riforma prevede l’istituzione di una piattaforma digitale centralizzata destinata a raccogliere e gestire le informazioni relative alle operazioni doganali. Il Data Hub sostituirà progressivamente i sistemi informatici doganali nazionali e diventerà obbligatorio per gli operatori e-commerce dal 1° luglio 2028 e per tutti gli operatori dal 1° marzo 2034.
- Nuova Autorità Doganale dell’Unione europea
Viene istituita una nuova Autorità Doganale europea, incaricata di supportare la gestione del rischio a livello unionale e il coordinamento delle attività doganali tra gli Stati membri. Il nuovo organismo opererà in stretto collegamento con l’EU Customs Data Hub.
- Status di operatore Trust and Check
La riforma introduce il nuovo status di operatore Trust and Check, rivolto agli operatori più affidabili e trasparenti. Tale qualifica consentirà l’accesso a semplificazioni avanzate, fino alla possibilità, in determinati casi, di immettere le merci in libera pratica senza intervento doganale attivo.
- E-commerce e responsabilità delle piattaforme
Una parte rilevante della riforma riguarda le vendite a distanza e le spedizioni di modico valore provenienti da Paesi terzi. Le nuove regole rafforzano la responsabilità delle piattaforme e degli operatori e-commerce, che potranno essere considerati importatori responsabili degli obblighi doganali, anziché trasferire tale responsabilità sul consumatore finale.
- Sanzioni e controlli più incisivi
Il nuovo quadro prevede un sistema di sanzioni graduate, che nei casi più gravi potrà arrivare fino al 6% del valore annuo delle importazioni dell’operatore. L’obiettivo è rafforzare l’effettività dei controlli e garantire una maggiore uniformità applicativa all’interno dell’Unione.
- Spedizioni di modico valore
La riforma si collega anche alle misure già introdotte per le spedizioni di valore non superiore a 150 euro, tra cui il dazio doganale temporaneo di 3 euro per articolo, applicabile dal 1° luglio 2026 fino all’entrata in operatività del Data Hub per l’e-commerce.
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