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Si ricorda come l’aliquota prevista per prodotti Made in UE ammonta al 20%.
In data 8 Aprile, tramite modifica del precedente Executive Order, il Presidente Trump annuncia che l’aliquota prevista per prodotti Made in Cina e Made in Hong Kong, inizialmente fissata al 34%, viene incrementata del 50%, al fine di applicare un dazio supplementare dell’84%.
La nuova aliquota si somma ad altre potenziali misure introdotte nei giorni scorsi dalla Presidenza degli stati Uniti d’America.
Lo Studio rimane a disposizione per approfondimenti in materia.
Come riportato con un precedente contributo, in data odierna 9 Aprile 2025, sono entrate in vigore le aliquote aggiuntive comunicate con l’Executive Order del 2 Aprile. Tramite tale provvedimento vengono introdotte aliquote specifiche per Paese, legate in particolare al Made in della merce importata negli Stati Uniti.
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Tramite lo stesso ordine esecutivo contenente le restrizioni, è stata anche rimossa per le aziende USA la possibilità di beneficiare dell’esenzione “de minimis”, che consentiva l’importazione di spedizioni per un valore massimo di 800,00$ senza l’applicazione di dazi, oltre a garantire procedure di sdoganamento semplificate.
Questa misura non avrà un impatto sulle sole aziende statunitensi che importano merce acquistata direttamente dalla Cina, ma anche sulle aziende europee che esportano merce Made in Cina verso gli Stati Uniti, anche tramite e-commerce.
A seguito di trattative aperte con i leader dei rispettivi Paesi, sono invece stati sospesi per 30 giorni i dazi imposti nei confronti di Canada e Messico, in cambio di un rafforzamento da parte di questi ultimi della sicurezza dei confini nazionali e della predisposizione di misure per contrastare il traffico di droga verso gli USA. Allo stesso modo è in corso anche l’apertura delle trattative con il presidente cinese Xi Jinping, al fine di valutare un accordo per la sospensione delle restrizioni.
Lo Studio rimane a disposizione per ogni ulteriori chiarimenti in materia.
Lo scorso 4° febbraio sono ufficialmente entrate in vigore le nuove restrizioni daziarie imposte dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump nei confronti delle merci di origine cinese. Da tale data, oltre ai dazi supplementari cui le merci cinesi erano già soggette, variabili fra il 10% e il 25%, è stato implementato un ulteriore dazio per merci di origine cinese del 10% che colpirà i prodotti importati negli gli Stati Uniti.
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La misura combina una linea negoziale e un intervento immediato. Da un lato, vengono avviati negoziati con giurisdizioni estere ritenute rilevanti, con un aggiornamento al Presidente entro 90 giorni. Dall’altro, è scattata subito una misura tariffaria: a partire dal 15 gennaio 2026 (ore 00:01 EST) viene applicato un dazio ad valorem del 25% su una categoria ristretta di chip “advanced computing” e su alcuni beni che li incorporano.
Il perimetro non è generalizzato: i prodotti interessati sono individuati tramite classificazione doganale HTS US (tra cui 8471.50 / 8471.80 / 8473.30) e requisiti tecnici legati alle prestazioni e alla banda memoria. In sostanza, l’impianto mira a colpire un segmento ad alte prestazioni tipicamente riconducibile ad applicazioni AI/HPC, evitando un effetto generalizzato sull’intero comparto.
Sono inoltre previste esenzioni legate alla destinazione d’uso, con esclusioni per specifiche categorie (ad esempio attività connesse a data center USA, R&S, riparazioni/sostituzioni negli Stati Uniti, startup, nonché alcuni impieghi consumer e industriali civili non riconducibili ai data center e determinate forniture al settore pubblico).
Per gli Operatori unionali, la ricaduta pratica è soprattutto operativa e sarà centrale verificare:
i) la corretta classificazione HTS US;
ii) le specifiche tecniche del componente incorporato;
iii) la destinazione d’uso dichiarata, per capire se sarà possibile beneficiare di un’esenzione.
In parallelo, sarà opportuno mantenere un monitoraggio attivo: la fase negoziale potrebbe aprire a sviluppi ulteriori e, in prospettiva, a misure più estese sul settore.
Lo Studio rimane a disposizione per eventuali approfondimenti in materia.
Con la Proclamationpubblicata il 14 gennaio 2026, l’Amministrazione USA interviene sulle importazioni di semiconduttori e prodotti collegatirichiamando la Section 232. Il provvedimento si basa sulle conclusioni del Dipartimento del Commercio (rapporto datato 22 dicembre 2025), che evidenziano i rischi legati alla dipendenza da filiere estere per componenti strategici utilizzati anche in ambiti critici.