In data 19 maggio 2026 il Parlamento europeo ha approvato il nuovo regolamento destinato a sostituire l’attuale misura di salvaguardia applicata alle importazioni di acciaio nell’Unione europea, in scadenza il 30 giugno 2026. L’intervento si inserisce nel più ampio percorso di rafforzamento degli strumenti di difesa commerciale dell’UE, con l’obiettivo di contrastare gli effetti della sovraccapacità produttiva globale sul mercato siderurgico europeo.
Il nuovo impianto normativo prevede una riduzione significativa dei volumi importabili senza dazio. I contingenti tariffari saranno infatti ridotti a circa 18,3 milioni di tonnellate annue, con un taglio di circa il 47% rispetto ai contingenti previsti nel 2024. Superata la quota disponibile, le importazioni saranno soggette a un dazio fuori contingente pari al 50%, in luogo dell’attuale aliquota del 25%. La misura riguarderà le importazioni di prodotti siderurgici provenienti da Paesi terzi e si applicherà secondo un sistema di contingenti tariffari rivisto, pensato per mantenere un accesso regolato al mercato europeo ma, allo stesso tempo, limitare l’ingresso di quantitativi eccedenti rispetto alle soglie stabilite.
Tra le novità più rilevanti rientra anche il rafforzamento della tracciabilità dell’acciaio attraverso il criterio del cosiddetto “Melt and Pour”. Tale principio consente di individuare il Paese in cui l’acciaio è stato originariamente fuso e colato, distinguendo quindi la provenienza industriale effettiva da eventuali successive lavorazioni o triangolazioni commerciali. Il criterio “Melt and Pour” non sostituisce automaticamente le ordinarie regole doganali sull’origine preferenziale o non preferenziale, ma introduce un ulteriore elemento documentale da considerare nella gestione delle importazioni siderurgiche. Per gli operatori economici diventerà quindi sempre più importante raccogliere e conservare evidenze affidabili sulla filiera produttiva, come certificati di acciaieria e documentazione tecnica idonea a dimostrare il Paese di fusione e colata.
Particolare attenzione dovrà essere prestata anche alla gestione dei contingenti su base trimestrale. Nel primo anno di applicazione sarà previsto un meccanismo di riporto dei volumi non utilizzati da un trimestre all’altro, mentre dal secondo anno la Commissione europea potrà valutare se mantenere tale possibilità solo per specifiche categorie di prodotti, tenendo conto dell’andamento del mercato e del livello di pressione delle importazioni. Per le imprese che importano, trasformano o commercializzano prodotti siderurgici, il nuovo regolamento comporterà un impatto operativo rilevante. Sarà necessario verificare con attenzione la classificazione doganale dei prodotti, monitorare l’utilizzo dei contingenti disponibili, valutare il rischio di applicazione del dazio al 50% e rafforzare i controlli documentali lungo la catena di fornitura.
Una volta completato l’iter formale di adozione e pubblicazione, il nuovo regime dovrebbe trovare applicazione dal 1° luglio 2026, garantendo continuità rispetto alla misura di salvaguardia attualmente in vigore.
Lo Studio rimane a disposizione per ulteriori approfondimenti in materia di dazi, origine della merce e gestione doganale delle importazioni di prodotti siderurgici.
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