In data 26 novembre, l’Europarlamento ha adottato a larga maggioranza la proposta del Consiglio europeo sul rinvio e conseguente semplificazione del Regolamento UE 1115/2023 (EUDR). Sottolineando che seguiranno ulteriori passaggi per far diventare ufficiale la predetta proposta, il Partito Popolare Europeo (PPE), coadiuvato dall’ala conservatrice e moderata, continua ad insistere sulla volontà di introdurre modifiche al testo del Regolamento, al fine di introdurre un netto ridimensionamento per ciò che riguarda l’iter burocratico e procedurale.
La linea segnata da questa proposta determina due novità fondamentali:
- Rinvio di 12 mesi per l’applicazione del regolamento: gli Operatori, ritenuti non ancora pienamente consapevoli e in linea con gli obblighi da dover rispettare, avranno ulteriore tempo per poter allineare le proprie posizioni. Gli obblighi per le grandi e medie imprese diverranno attuativi dal 30 dicembre 2026; contestualmente alla linea odierna, invece, le piccole e medie imprese sono rinviate di ulteriori sei mesi, dunque fino al 30 giugno 2027;
- Ridefinizione della catena di responsabilità in materia di due diligence: il Parlamento chiede che l’obbligo e la responsabilità di presentare la dichiarazione di due diligence spettino esclusivamente all’Operatore che immette per primo il prodotto sul mercato dell’Unione. Tutti i soggetti a valle, inclusi distributori e commercianti, verrebbero esonerati dall’obbligo di presentare proprie dichiarazioni. Per le micro e piccole imprese, inoltre, è prevista una dichiarazione semplificata “una tantum”, anziché dichiarazioni ripetute per ciascun lotto. Ulteriore alleggerimento per queste imprese che potrebbero, in fase di redazione di due diligence, evitare l’onere della geolocalizzazione potendo inserire l’indirizzo postale dei terreni o degli stabilimenti da cui provengono i prodotti interessati.
Con Parlamento e Consiglio ormai allineati su testi, i negoziati interistituzionali per definire la versione finale del regolamento si annunciano relativamente rapidi. L’imperativo politico è chiaro: chiudere la revisione entro la fine del 2025, per evitare che, in assenza di un accordo, torni automaticamente in vigore il calendario originario, più stringente e gravoso per le imprese.
Lo Studio Carbognani continuerà a monitorare gli sviluppi sulla tematica al fine di fornire supporto utile alle aziende interessate dal Regolamento.